Domande e risposte sulle sostanze

Sostanze

La realtà ci dice che la maggior parte delle persone che hanno provato una sostanza stupefacente hanno poi interrotto l’uso senza rivolgersi a nessuno specialista. Tuttavia questa eventualità può dipendere da svariati fattori, tra cui la percezione del consumo come situazione accettabile o come problema da affrontare, la funzione della sostanza per chi la assume, da quanto tempo dura il consumo, il tipo di sostanza utilizzata, la quantità, le modalità di consumo, le risorse esterne e interne a disposizione. Capire se siamo di fronte a uso, abuso o dipendenza ci aiuta a individuare quali risorse personali e esterne dobbiamo mettere in gioco.

Rispondere a questa domanda è molto difficile in mancanza di alcuni elementi aggiuntivi. Per esempio: che parentela c’è con il parente che consuma? Vivete insieme? È uomo o donna? Quanti anni ha, quali sostanze consuma, da quanto tempo, con che frequenza e con quali modalità? Quale è la situazione concreta che lei vive su sé stesso come problema (per esempio, comportamenti o azioni verso di lei, furti ai suoi o altrui danni, e così via). Il punto di partenza è sempre l’accoglienza, l’ascolto e la comprensione delle preoccupazioni e del punto di vista di chi pone la questione. Una volta dato spazio a ciò, sarà possibile ipotizzare alcune azioni concrete da mettere in atto sia in termini relazionali che pratici.

La prima cosa da fare è quella di rivolgersi a un medico per il fatto che è molto difficile rispondere a questa domanda in assenza di una visita o di un colloquio. Infatti, qualsiasi sostanza ha effetti, sia diretti che collaterali, che possono essere diversi da persona a persona. Il panico e l’ansia potrebbero essere determinati dall’aver sentito qualcosa di così forte e inaspettato, mai sentito prima, che ha causato uno spavento; oppure potrebbero essere stati molti altri fattori tra cui inizio, quantità, frequenza e circostanze dei consumi, lo stato d’animo e la situazione del momento. Importante è il fatto che, assumendo qualsiasi sostanza illegale, non si può mai essere certi della tipologia e della quantità effettivamente assunta di sostanza. I sintomi descritti potrebbero non essere direttamente legati all’effetto della sostanza ma “innescati” da questa sulla base di un disagio o un malessere psicologico pre esistente.

Le cose che mi dice sono tutte assolutamente indicate per il suo obiettivo e dalle sue parole si evince un autentico desiderio di cambiamento. La motivazione esterna (altre passioni, educazione di suo figlio) è molto importante e funzionante ed è la cosa più accessibile che abbiamo nella prima fase del cambiamento. Se le cose poi funzionano essa si trasmette in una certa misura anche all’interno (smetto perchè io sto meglio, la mia vita è più soddisfacente per me, mi piace di più) focalizzando la sua attenzione sui buoni motivi per sé stesso. Questo passaggio dall’esterno all’interno è molto importante per consolidare il cambiamento e per eliminare, nel tempo, la sensazione di fatica nel vivere senza fumare. Possiamo dire: in questa fase vanno bene le strategie che lei mi ha descritto. Nel mentre, provi a concentrarsi su come si sente e sul grado di fatica che percepisce. Non si spaventi se sente qualcosa che non va – questo è da mettere in conto – ma provi invece a capire di cosa si tratta. Se questo ultimo passaggio le dà troppa preoccupazione possiamo vederci qualche volta e capire insieme le caratteristiche di questa fatica.

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